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PER SAPERNE DI PIU'
Insetti volanti
Zanzara e Zanzara Tigre
Caratteristiche:
Le zanzare sono insetti presenti in tutto il mondo in circa 3.500 specie. Appartengono alla famiglia dei Culicidi, ordine dei Ditteri. In Italia si stima che attualmente siano presenti circa 60 specie, di cui le più fastidiose sono: la cittadina Culex pipiens, le specie palustri come Aedes rusticus e Aedes ca spius, che non disdegnano anche i centriurbani e l'Aedes albopictus, la zanzara tigre. La zanzara tigre, che deve il suo nome all’aspetto a strisce, è un insetto diffuso in tutta l'Asia sud-orientale dotato di una straordinaria capacità di adattamento ad ambienti completamente diversi da quelli originari. La sua comparsa fuori dai luoghi d’origine è avvenuta prima negli Stati Uniti, in Messico e Brasile, poi in Europa (Albania e Italia). La prima segnalazione in Italia risale al 1990 a Genova: le prime colonie si formarono attraverso l'importazione di pneumatici usati all’interno dei quali vi erano deposte delle uova. La zanzara tigre è vitale, con variazioni dovute al clima, tra maggio ed ottobre. All’inizio dell’autunno la femmina depone delle uova dette"di resistenza", che sono in grado anche di ibernare, superando inverni rigidi con temperature inferiori a – 5 °C. Solo le uova sopravvivranno all’inverno per schiudersi la primavera successiva non appena le condizioni saranno favorevoli: abbondanza di piogge, temperatura minima non inferiore a +10 °C e circa 13 ore di fotoperiodo.
Durante la stagione calda, le femmine depongono le uova sulle pareti verticali di contenitori di acqua anche di piccole dimensioni e queste si schiudono non appena vengono sommerse dall’acqua. Dalle uova escono le larve: a temperature medie di 25 °C e in acqua stagnante profonda anche solo pochi centimetri, le larve completano lo sviluppo dando origine alle pupe, dalle quali, dopo un periodo complessivo di circa tre settimane, hanno origine gli esemplari adulti. Le prime tre fasi di vita della zanzara (uova, larva e pupa) avvengono in ambiente acquatico; la quarta fase, quella della maturità sessuale, si svolge invece nell’aria. Condizioni di caldo umido, tipiche delle nostre zone, rendono la proliferazione molto più intensa:l’intero ciclo vitale, mediamente, si svolge in 2-3 settimane, ma nel periodo più caldo possono bastare 10 giorni. Dopo l’uscita dall’acqua,l’insetto adulto è già pronto per pungere e si accoppia entro 48-72 ore. Esaurita la propria funzione riproduttiva, il maschio sopravviverà solo pochi giorni. La vita media di una zanzara tigre è di circa 3-4 settimane e si svolge in un raggio di poche centinaia di metri dal focolaio di nascita. L’adulto vola lentamente non superando quasi mai il metro d’altezza e solo in pochi casi riesce a raggiungere i piani alti dei palazzi. Il suo modo di volare, lento ed impreciso, non le garantisce una grande capacità di spostamento; solo con vento favorevole o sfruttando mezzi di trasporto riesce a raggiungere distanze elevate. A pungere è solo la zanzara femmina, che per maturare le uova contenute nel suo addome necessita di proteine presenti nel sangue umano e in quello di alcuni animali. La zanzara riconosce le sue prede dall’odore di alcune sostanze emesse dal loro corpo,come anidride carbonica, acido lattico e sudore. E’ inoltre particolarmente attratta dagli indumenti di colore scuro. Cosa fare dopo la puntura? Lavare e disinfettare la zona punta, fare impacchi con ghiaccio o applicare una crema antistaminica o cortisonica. La zanzara tigre non trasmette malattie; è bene ricordare che in Italia la puntura di questa zanzara non è attualmente causa di trasmissione di patologie infettive. Nel sud-est asiatico la zanzara tigre è vettore di Arbovirus che danno luogo da lievi sindromi influenzali a forme di encefalite e febbri emorragiche (Dengue). La differenza più evidente tra la zanzara comune (Culex pipiens) e la zanzara tigre (Aedes albopictus) sta nella colorazione del corpo: la prima è di colore nocciola, mentre la seconda è nera, con bande bianche su addome e zampe ed una linea bianca nella parte anteriore. Le dimensioni della zanzara comune sono leggermente più grandi di quelle della zanzara tigre. Le due specie hanno un comportamento completamente differente nella scelta dell’habitat. La zanzara comune depone le uova a grappoli in raccolte d’acqua di una certa estensione (come fossi, laghi, lagune, ecc.), mentre la zanzara tigre sceglie piccole pozze d’acqua (tombini e acqua stagnante). A differenza della zanzara comune, la tigre predilige vivere in spazi aperti anche se talvolta non disdegna di entrare nelle nostre case. La zanzara comune Culex punge prevalentemente di notte, l’Aedes invece durante le ore diurne, generalmente in tarda mattinata e all'aperto. L’apparato pungitore della zanzara tigre, più robusto di quello della zanzara comune, le permette di pungere anche attraverso i vestiti. … una delle differenze più singolari tra le due specie, riguarda il sibilo emesso durante il volo: quello della zanzara comune è ben udibile, mentre quello della zanzara tigre è quasi inavvertibile. Le femmine della zanzara tigre non hanno difese contro il freddo e all’arrivo dell’inverno scompaiono, non prima di avere depositato le “uova di resistenza” che si schiuderanno la primavera successiva dando origine a nuove generazioni di zanzare. Al contrario, la zanzara comune riesce a sopravvivere al gelo restandosene per tutto l’inverno in luoghi riparati, come cantine e soffitte.La zanzara tigre depone le uova ovunque ci sia un ristagno di acqua: sottovasi di piante ornamentali, contenitori di varia forma e grandezza come bidoni, vasche, pneumatici stipati all’aperto e in qualsiasi altro recipiente contenente acqua stagnante. Preferisce luoghi freschi e bui, trovandosi particolarmente a suo agio nei tombini condominiali e stradali. Gli adulti passano parte della propria giornata nascosti tra la vegetazione, dove l’umidità è più elevata, pronti ad attivarsi al passaggio di un animale a sangue caldo.
Difesa:
Il metodo più efficace per contenere lo sviluppo e la proliferazione delle zanzare è la prevenzione, che deve essere attuata prima di tutto dai privati cittadini oltre che dalle amministrazioni comunali per le aree pubbliche.
La regola fondamentale è quella di impedire alla zanzara di deporre le uova. Per fare questo è necessaria la massima attenzione, eliminando raccolte anche minime di acqua stagnante.
I consigli più importanti sono: svuotare quotidianamente sottovasi, innaffiatoi e secchi, abbeveratoi per uccelli ed animali domestici; coprire accuratamente con zanzariere o teloni i contenitori di acqua piovana utilizzati nell’orto; immettere in vasche o fontane pesci che si cibano di larve di zanzara (gambusie e pesci rossi); non stoccare pneumatici all’aperto. Un altro rimedio efficace è quello di ricoprire con una zanzariera tombini e caditoie nel periodo che va da aprile ad ottobre. Così facendo si impedisce fisicamente alla zanzara di raggiungere l’acqua necessaria per il suo ciclo produttivo. Se all’interno del tombino fossero già state deposte delle uova, la zanzariera impedirà di uscire agli esemplari adulti che nasceranno.
Volete provare a fare “prevenzione” senza l’uso di alcun tipo di insetticida?
Ecco alcuni consigli utili…
- Negli ORTI E GIARDINI coprire con teli di plastica i recipienti utilizzati per la raccolta dell’acqua da irrigazione (secchi,annaffiatoi, bidoni e bacinelle).
- VASI E SOTTOVASI: devono essere svuotati (non nei tombini) almeno una volta alla settimana.
- VASCHE E FONTANE ORNAMENTALI:introdurre pesci rossi o gambus, voraci predatori delle larve di zanzara.
- ABBEVERATOI DI ANIMALI: cambiare l’acqua giornalmente e lavarli con cura.
- TOMBINI E POZZETTI: pulire un paio di volte all’anno trattando settimanalmente con il prodotto antilarvale. Applicare una zanzariera a maglia fine sopra il tombino per impedire alle zanzare di deporre le uova. Liberare annualmente da foglie o da altro materiale che possa bloccare il deflusso delle acque.
- PNEUMATICI : non stoccare pneumatici all’aperto. Se ciò non fosse possibile ricoprirli con teloni.
A T T E N Z I O N E !
Le ordinanze comunali prevedono sanzioni per chi non applica le norme di prevenzione
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